Breve storia della Società di Ginnastica e Scherma del Panaro

di Bruno Goldoni

LE ORIGINI
GINNASTICA EDUCATIVA E GINNASTICA ACROBATICA
LA PANARO GUIDA DI TUTTE LE SOCIETA' ITALIANE DI GINNASTICA
LE CONQUISTE DELLA PANARO
GLI OLIMPIONICI
ISTRUTTORI E CAMPIONI
I PRESIDENTI
BIBLIOGRAFIA
ALBERTO BRAGLIA

LE ORIGINI

Come viene riportato in un lunghissimo ed esauriente articolo apparso su: "Il Panaro" dell'Agosto del 1904 (dedicato quasi esclusivamente alla Panaro ed ai suoi ginnasti di ritorno dai trionfi di Mons (in Belgio) il 17 Maggio 1867, quattro studenti dell' Istituto Tecnico: Giuseppe Bertoni, Clemente Pullé, Leone Segré ed Ermete Vandelli ottennero di potersi esercitare nella Ginnastica nel solaio di un edificio, in via Caselline, di proprietà di certo Golfieri.
Ecco il breve ricordo dei quattro fondatori riportato dall'avv. Perroux durante il discorso che tenne in occasione della celebrazione del primo centenario della Società: "Ermete Vandelli, che poi fu ragioniere; che per tutta la sua vita tirò "la carretta" della Segreteria della Società del Panaro, l' umile segretario non meno prezioso di quelli che possono essere i grandi presidenti, l' umile burocrate che costituì il segno tangibile della continuità sotto le varie amministrazioni che si succedettero. Giuseppe Bertoni, studente, direttore tecnico della Società dal 1870 al 1896 quando fu nominato istruttore della Scuola Normale di Ginnastica femminile di Torino ...... Mentre questi due provenivano dalla piccola borghesia, il terzo era il Conte Clemente Pullé che dorme nella tomba di famiglia a Sestola - conte di Sestola - che combattè con i suoi Bersaglieri ad Adigrat e che chiuse la sua vita come Ufficiale Generale del Regio Esercito. E Leone Segré, il quarto. Vedono signori, israelita, israelita che per spirito patriottico partecipò a tutte le manifestazioni che nel nome ben noto dell' Italia si tenevano nella nostra città e che concluse la sua vita nel disastro ferroviario di Castel Giubileo quando, al ritorno dai funerali di Umberto I' ucciso a Brescia, perse la vita assieme ad un altro socio (e segretario dell' ufficio di Direzione della Società): Giuseppe Messori. Mi è caro ricordare Giuseppe Messori che, poeta dialettale, sotto lo pseudonimo di Belocheld, fu uno dei più deliziosi poeti modenesi".
In pochi mesi il numero dei giovani frequentanti quel solaio - palestra aumentò in modo tale da spingerli ad unirsi in una Società che chiamarono "Società Ginnastica Modenese".
Nell' autunno del 1870 la Società di Ginnastica Modenese ottenne di potere di usufruire di due stanzette situate al pianterreno dell'ex Convento di Santa Margherita all'angolo tra via Canal Grande e via Fonteraso. L'occasione spinse quei giovani a mutar nome alla Società Ginnastica Modenese che divenne "Società Dilettanti di Ginnastica".
Nel frattempo il numero dei ginnasti era aumentato a tal punto (contava già più di cento frequentanti) che la palestra - solaio era diventata ormai insufficiente. Nel 1874, profittando del fatto che l'edificio di Santa Margherita era stato assegnato alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modena (che vi aveva istituito il Patronato Figli del Popolo) chiese ed ottenne di potere usufruire di ben otto ambienti di differente metratura dai quali si accedeva ad un'ampia palestra ricavata dalla parte superiore della ex chiesa di Santa Margherita.
Preso possesso dei nuovi locali (che da quell'anno rappresentarono la vera sede sociale - che mantenne fino al 1988) la Società Dilettanti di Ginnastica assunse la denominazione di "Ginnastica del Panaro". Si rende doveroso dare un breve cenno sul Patronato Figli del Popolo che, fondato nel 1874 grazie all'opera di Francesco Ghiaroni, aveva lo scopo di fornire istruzione e riparo ai bambini e ragazzi senza alcuna risorsa economica. Nell'intenzione dei fondatori il Patronato avrebbe anche potuto sostituire l'opera dei genitori che, molto poveri, non erano in grado fornire i propri figli di una qualsiasi istruzione. L'aiuto fornito dal Patronato era posto ad evitare che questi giovani andassero per la strada a mendicare la carità. Il Patronato riusciva a dare un letto per dormire ad un certo numero di bambini, forniva loro vestiti e oggetti di cartoleria e, soprattutto, insegnava loro a leggere, a scrivere e a svolgere una professione. Inoltre ospitava nella sua scuola bambini che, gratuitamente, potevano istruirsi ed ottenere un titolo di studio, oppure anche solamente di partecipare alle feste ed alle occasioni comuni di divertimento, consentendo loro di partecipare alla vita sociale.
Il Patronato usufruiva di docenti (scelti tra insegnanti di professione ed anche tra gli studenti universitari) che offrivano il loro contributo gratuitamente.
Con la Panaro fu stipulata una convenzione con la quale si consentiva di usufruire dei locali a patto che la Società si impegnasse ad istruire gratuitamente i "Figli del Popolo" nell'arte della Ginnastica.
Allora era istruttore di Ginnastica il fondatore Giuseppe Bertoni, cui succedette il M° Carlo Frascaroli, che dedicò tutta la sua vita per l'affermazione della Ginnastica educativa con scritti, pubblicazioni varie ed un'attività veramente esemplare.

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GINNASTICA EDUCATIVA E GINNASTICA ACROBATICA

"Mens sana in corpore sano"
Nella Federazione Ginnastica, nata nel 1869, si dibatteva, da tempo, una importante e vitale problematica circa l'indirizzo tecnico da dare alle proprie attività: se esse, cioè, avessero dovuto seguire un indirizzo acrobatico oppure educativo.
Il 7 Dicembre 1874 fu indetta un'Assemblea generale dei soci proprio per discutere e risolvere l'importante diatriba. Erano presenti novanta soci 45 dei quali, dopo una animata e quanto mai combattuta discussione, si schierarono a favore dell'una ed altrettanti dell'altra parte. Vinse il gruppo di coloro che parteggiavano per la Ginnastica Educativa per il voto espresso, in merito, dal Presidente Prof. Bertoni.
Dei 45 dissidenti 26 soci, capeggiati da Fulloni, si staccarono dalla Società Panaro e, nello stesso Dicembre 1874, fondarono una nuova Società Ginnastica che prese il nome di Fratellanza.
Nel 1875 la Società Ginnastica Panaro, raccolti i restanti ginnasti dalle disciolte Società "Scaccia-pensieri", degli "Studenti" e gli schermidori del "Circolo Schermistico Fanfulla", prese la definitiva denominazione di "Società di Ginnastica e Scherma del Panaro".
Significativo fu lo spettacolo offerto dalla Società Panaro il 29 Maggio 1876 in occasione delle celebrazioni del settimo Centenario della Battaglia di Legnano promosso dalla Federazione Ginnastica Italiana. Alla presidenza della manifestazione fu nominato l'avv. Pio Vecchi (Presidente della Panaro) alla direzione tecnica fu posto il M° Giuseppe Bertoni mentre a Segretario fu nominato il Segretario della Panaro Rag. Ermete Vandelli. Lo spettacolo, "a totale benefizio del Patronato dei Figli del Popolo" era suddiviso in quattro parti durante le quali venivano rappresentate esercitazioni di Ginnastica a corpo libero e con attrezzi frammiste alla esecuzione di brani musicali eseguiti dalle Bande cittadina e militare del 66 Reggimento.

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LA PANARO GUIDA DI TUTTE LE SOCIETA' ITALIANE DI GINNASTICA

Dalla seconda metà del 1800 presero a svilupparsi in tutta Italia Società di Ginnastica che sentivano la necessità di unirsi in Associazioni nazionali, nuove Istituzioni in grado di poter organizzare gare di alto livello tecnico in competizioni di ben più vaste proporzioni di quelle che si svolgevano, confinate nei limiti provinciali.
Nel 1869 nacque la Federazione Ginnastica Italiana alla quale, però, non aderirono, per motivi di principio istituzionale e organizzativo, tutte le Società italiane. Società che confluirono in gran numero nella Federazione delle Società di Ginnastica. Di questa Federazione fu eletto Presidente Pio Vecchi, Presidente della Società Panaro.
Dal 1882 al 1887 la Panaro ospitò la Presidenza della Federazione Italiana delle Società di Ginnastica.
Si sentiva, però, la necessità di una unione delle due Federazioni e Pio Vecchi ne fu il promotore in sede nazionale.
Il 18 Dicembre 1887, per iniziativa di Pio Vecchi, Presidente della Panaro e della Federazione delle Società Ginnastiche, si tenne, presso l'Aula Massima del Campidoglio il tanto sognato Congresso di tutte le Società Ginnastiche italiane. Alla presidenza dell'Assemblea fu eletto il Comm. Antonio Allievi, Senatore del Regno, alla vice presidenza il Presidente della Panaro avv. Pio Vecchi ed alla segreteria il M° Giuseppe Bertoni istruttore di Ginnastica della Panaro.
Dopo ampio dibattito, che si protrasse per tutto il giorno successivo, si deliberò di costituire la Federazione Ginnastica Nazionale con sede a Roma e per solennizzare l'avvenimento si decise di affidare a Modena la responsabilità di organizzare, entro il 1888, il Primo Concorso Nazionale di Ginnastica che puntualmente fu organizzato dalla Panaro il 27 Maggio 1888.
Presenti alla storica manifestazione si annoverarono: il Conte di Torino, il Sindaco di Modena, il Prefetto, il Generale Comandante il Presidio Militare, l'Alta Magistratura, Deputati Federali, Consiglieri Comunali e Provinciali mentre in altro palco avevano preso posto gli ufficiali dell'Esercito.
Il 15 Agosto 1898 il Comitato Centrale Nazionale per l' Educazione Fisica ed i giochi ginnici nelle Scuole e nel Popolo, assegnò alla Società Panaro un Diploma di Benemerenza con medaglia d'argento con la seguente motivazione: prima in Emilia ha con l'esempio e con l'opera dato sviluppo all'Educazione Fisica, e fu sede della Federazione fra le Società italiane di Ginnastica. Ciò a dimostrazione della vitalità che fin dai suoi primordi animò e continua ad animare dirigenti e soci del prestigioso sodalizio modenese, sempre pronti ad accogliere tutte le occasioni per contribuire alla solidarietà sociale e a collaborare per il bene del popolo.
Oltre le conquiste in campo "politico", gli anni che seguirono il 1877 videro i nostri ginnasti affermarsi in molte gare nazionali e la Società Panaro acquistare sempre più rinomanza, tanto che nel 1878 il Principe di Napoli (Vittorio Emanuele) accettò (cosa non certo usuale) la presidenza onoraria della Panaro.
Il 3 Giugno 1901 il re Vittorio Emanuele III riconfermò la sua presidenza onoraria della Panaro.
Nel frattempo i delegati della Panaro ai funerali di re Umberto I (e precisamente il suo Presidente Leone Segré e il Segretario Giuseppe Messori) erano periti in un incidente ferroviario di ritorno dalla mesta cerimonia.

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LE CONQUISTE DELLA PANARO

Nel 1903 la Società Panaro si presentò alle Feste Internazionali di Marsiglia riportando un vero trionfo. Alla squadra fu attribuito il Premio di Eccellenza, Braglia si classificò al secondo posto tra gli europei nelle gare individuali e la squadra vinse il primo posto nelle gare di resistenza.
L'anno dopo alle Feste ginniche federali la Panaro vinse quasi tutto ciò che era stato messo in palio ed al loro ritorno i ginnasti furono accolti da tutta la popolazione e da tutte le Associazioni cittadine.
Di questo memorabile ed inconsueto fatto resta una preziosa pergamena offerta alla Società da tutte le Associazioni cittadine.
Da allora la Società di Ginnastica e Scherma del Panaro continuò ad affermarsi in Italia e all'estero mietendo vittorie su vittorie in tutte le discipline sportive da lei praticate.
Agonisticamente la Panaro si è distinta:

  1. con i suoi ginnasti conquistando allori quali: 8 medaglie d' oro e 3 di bronzo partecipando alla Panellenica del 1903, alle Olimpiadi di Londra, Stoccolma, Anversa, Berlino, alle competizioni internazionali di Marsiglia nel 1903, Mons e Firenze nel 1904, Calais nel 1927 e Nizza nel 1938. In questi ultimi anni la Panaro ha conquistato ben due Campionati Italiani di Ginnastica a squadre (1992 e 1994) ai quali ha partecipato anche Juri Chechi (che si è dichiarato orgoglioso di poter vestire i colori della gloriosa Società modenese) inoltre un suo ginnasta ha conquistato l'alloro europeo categoria Juniores,
  2. con i suoi schermidori, lottatori, pesisti, atleti e tuffi si è aggiudicata molti titoli italiani ed europei,
  3. nell'Atletica Leggera ha partecipato a molte Olimpiadi durante le quali si è conquistato un quarto posto,
  4. nell'Atletica Pesante due dei suoi atleti si sono aggiudicati il terzo gradino del podio olimpico rispettivamente nella Lotta e nel Sollevamento Pesi.
Alla Società Panaro, per i suoi meriti sportivi, sono stati assegnati dal CONI sia la Stella d' oro che il Collare d'Oro ed è stata sede della Prima Scuola di Alta Specializzazione di Ginnastica Artistica Maschile della Federazione Ginnastica d' Italia.
Essa svolge attività educative, dilettantistiche ed agonistiche ed organizza Gare e Campionati per le Discipline da essa praticate, a tutti i livelli: regionali, nazionali ed anche internazionali.
Per oltre 20 anni la Panaro ha organizzato a Pavullo un Centro Estivo, della durata di 15 giorni per turno, durante il soggiorno del quale giovani dagli 8 ai 14 anni si sono esercitati in attività quali: la Ginnastica, lo Judo, la Scherma, il tiro con l' arco, ecc. ecc. divertendosi con sane passeggiate, passatempi e gare di ogni tipo.
Oltre i risultati conseguiti si ricordano qui di seguito alcuni tra i suoi più significativi atleti.

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GLI OLIMPIONICI

Tra i ginnasti primo fra tutti va ricordato Alberto Braglia, vincitore di ben due Olimpiadi (1908 e 1912) e della prima ed unica Panellenica di Atene nel 1906 (a questa se ne sarebbero dovute succedere una ogni dieci anni, sempre ad Atene, ma l' iniziativa fu sospesa per l' intervento della Grande Guerra e mai più ripresa), Serafino Mazzarocchi (terzo assoluto e medaglia d'oro di squadra alle Olimpiadi del 1912), Otello Capitani, Alfredo Gollini, Pietro Stradi, Arnaldo Andreoli, Roberto Ferrari (Campioni Olimpionici di Ginnastica a squadre), Otello Ternelli e Marcello Barbieri (partecipanti il primo all' Olimpiade di Berlino del 1936 ed il secondo a ben due Olimpiadi (Barcellona 1992, Atalanta 1996 e campione europeo juniores alle parallele).
Nell' Atletica Pesante vanno ricordati Ermanno Pignatti, terzo alle Olimpiadi di Melbourn nel Sollevamento Pesi e Adelmo Bulgarelli, terzo alle Olimpiadi di Melbourne nella Lotta.
Nell'Atletica Leggera Armando Poggioli è stato detentore per moltissimi anni di primati e Campionati italiani e ottavo alle Olimpiadi di Los Angeles, Daniele Giovanardi, olimpionico a Monaco nell'Atletica Leggera (nei 400 Hs).
La Panaro va anche oltremodo fiera delle conquiste in campo nazionale ottenute dai suoi Campioni Italiani di cui: 15 nella Ginnastica Artistica Maschile, 1 nella Ginnastica Ritmico Sportiva, 5 nella Scherma, 11 nella Lotta, 8 nell' Atletica Leggera, 3 nel Sollevamento Pesi, 1 nei Tuffi. In totale ben 44 Campioni Italiani.
Presso la Società di Ginnastica e Scherma deI Panaro il fondamentale scopo educativo, animatore di tutte le attività sociali, si manifesta nella molteplicità delle sue istituzioni.
Oltre la Ginnastica educativa (di base) e la Scherma, presso la Panaro sono state variamente esercitate, in tempi successivi, molteplici attività agonistiche e non agonistiche quali: Ginnastica Artistica Maschile e Femminile, Ginnastica Ritmico Sportiva, Scherma Maschile e Femminile, Lotta Greco-Romana e Libera, Sollevamento Pesi, Judo, Karate e Pallacanestro, Atletica Leggera, Calcio, Pugilato, Nuoto, Tuffi, Pallanuoto, Escursionismo.
Inoltre si è data ospitalità al CAI, dal 1875 al 1882 e dal 1927 al 1928, al Tiro a Segno, al Pattinaggio a Rotelle, alla Pallavolo, alla Pallacanestro e dal 1990 al 1998 alla Sezione "Alberto Braglia" della Unione Nazionale Veterani dello Sport.

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ISTRUTTORI E CAMPIONI

Un compendio storico, per quanto succinto possa essere, non può ritenersi completamente soddisfacente se non comprende anche un breve cenno di coloro che sono stati i veri fautori delle fortune sportive della Società: gli istruttori.
Nella Ginnastica la Panaro annovera tra i suoi migliori istruttori, sin dai suoi primordi, uno dei suoi fondatori: Giuseppe Bertoni, che dedicò tutta la sua vita a sostenere la primaria indispensabilità della Ginnastica educativa come elemento indispensabile alla creazione di un fisico sano nel quale potessero facilmente partorire e svilupparsi ideali di collaborazione sociale e di senso del comune vivere civile.
In questo clima nacque e si arricchì di questo spirito educativo del fisico e della mente, un altro grande istruttore: Carlo Frascaroli.
Sotto la sua guida si misero in luce ginnasti che fecero parlare di loro tutto il mondo: l'inarrivabile Alberto Braglia, Serafino Mazzarocchi (che, professore di Educazione Fisica, diresse prima il Magistero e poi l'Accademia di Educazione Fisica a Roma), Otello Capitani, Alfredo Gollini, Pietro Stradi, Arnaldo Andreoli, Roberto Ferrari, Otello Ternelli ed i campioni italiani Mario Morandi (assoluto), Primo Malagoli, Bruno Antonili, Vezio Gasparini, Vittorio Antonioli, Renzo Rebuttini (Juoniores)
Seguirono Ettore Goldoni e Mario Morandi che si succedettero nel periodo pre e post bellico.
Fu la volta di Renzo Rebuttini che rappresentò per lunghi anni il punto massimo di riferimento di tutta la ginnastica emiliana, non solo modenese. Sotto di lui fiorirono fior di ginnasti tra i quali si ricorda Pacifico Bergonzini che non poté partecipare alle Olimpiadi in seguito ad un grave incidente automobilistico.
L'ultima generazione viene rappresentata da Ermanno Barbieri che con i suoi collaboratori Uber Barbolini e Massimo Cuoghi ha condotto, con tecnica veramente mirabile e professionalità eccelsa, la Panaro a conquistare due campionati italiani a squadre ed i suoi più rappresentativi allievi: Lorini Roberto, Marcello Barbieri, Andrea Anceschi, Domenico Giangregorio, Antonio Zurlini, Mauro Carpi, Andrea Gaddi e Gabriele Ruosi a conquistarsi molteplici vittorie in campo nazionale ed europeo.
Nella Ginnastica Femminile vanno ricordate la Mª Mercede Pontiroli, che istruì, nei primi del novecento, la prima squadra di Ginnastica femminile (costituita quasi esclusivamente da figlie di soci), la più recente Prof. Anna Peroni, che riorganizzò nel 1961, sotto la presidenza Arata e con l'apporto di sue ex allieve, la Sezione della Ginnastica Femminile e le attuali istruttrici: Prof. Patrizia Maccaferri della Ritmica; Prof. Linda Balugani della Ginnastica Artistica, Prof. Elena Barbieri della Ginnastica generale.
Nella Scherma vanno ricordati i Maestri: Cesare Enrichetti, che fu il primo M° di fioretto della Panaro ed uno dei capiscuola della Scherma italiana; seguito da Giovanni Reverso, Pecoraro e Stanislao Ghittoni (che si trasferì a Budapest dove ha contribuito alla formazione di quella scuola schermistica).
Quest'ultimo fu seguito da Varrone. Dopo un certo periodo di stasi si succedettero i Maestri Ettore Forghieri, Elio Cucchiara cui seguì, sino ai giorni nostri, il figlio Bruno Cucchiara.
Molti furono i campioni forgiati da questi valorosi istruttori, tra tutti vogliamo ricordare gli ultimi due campioni italiani: Vera Mantovani e Stefano Boschi.
La Lotta nasce alla Panaro dalle ceneri della Associazione Modena Sportiva rappresentata da un gruppo di lottatori capeggiati da Ludovico Palmieri, che ne fu il primo iniziatore, resiedenti nella frazione di Villanova.
Questo gruppo di volonterosi fu affidato ad Alfredo Corradini, che sarebbe poi succeduto a Stefano Simonazzi nella presidenza della Società.
Alla conduzione tecnica di Ludovico Palmieri che si unì nella conduzione tecnica a Mario Maffei (che per primo conquistò il titolo italiano assoluto).
A questi due pionieri successe quale istruttore Mariangelo Frigerio che nei numerosi anni del suo incarico forgiò molteplici Campioni Italiani tra cui: Dorino Cigarini, Augusto Bellei, Adelmo Bulgarelli (terzo alle Olimnpiadi di Melbourn), Sergio Maffei, Giancarlo Palmieri, Gianfranco Forti, Giordano Federzoni, Augusto Redini, Corrado Bassi, Giancarlo Corradini, Armando Martini, Enzo Nobili, Augusto Redini, Fili.
Anche il Sollevamento Pesi nasce alla Panaro nel 1941 dalla cessata Associazione di Modena Sportiva e animatore, fin dai suoi inizi, fu Ermanno Pignatti che arriverà a conquistare il terzo podio alle Olimpiadi di Melbourn.
Primo organizzatore di questo gruppo fu Primo Ferrari che con Pignatti formò un eccellente gruppo di giovani che in breve tempo ottenne risultati veramente eclatanti tanto che nel 1947 a Catania un pesista modenese: Giorgio Savonuzzi si laureò Campione italiano Assoluto.
Nel 1948 si trasferiva alla Panaro, dal disciolto settore di Atletica Pesante dei Vigili del Fuoco, l'atleta Mario Menegola che con Renzo Rebuttini, Pietro della Casa ed Ermanno Pignatti rappresentarono la Regione Emilia Romagna alla Coppa Federale.
Dopo Pignatti, trasferitosi a Roma, assunse l'insegnamento del Sollevamento Pesi Armando Poggioli che, coadiuvato da Aldo Righetti, si prodigò, oltre all'insegnamento dell'Atletica Leggera, con massima competenza e intramontabile passione al suo duplice incarico.
Oltre Savonuzzi e Pignatti la Panaro ha laureato campioni italiani: Carlo Galimberti, Orienzo Brandoli, Stefano Righi, Fabrizio Aristi.
Nell'Atletica Leggera il più significativo allenatore è stato Armando Poggioli che ha dedicato a questa attività sportiva tutto quanto gli fu possibile esprimere sia come atleta che come istruttore.
Si può dire che è nato, vissuto e morto per l'Atletica.
In effetti si buscò una polmonite proprio mentre, in bicicletta, si recava al campo sportivo per allenare i suoi amati allievi.
In gioventù e fino a tarda età Poggioli ha praticato molteplici attività delle quali si è sempre qualificato tra i primi.
Campione di lancio del disco, del martello e del peso, di palla vibrata, di nuoto, di lotta ha cercato di trasfondere ai giovani tutta quella sua carica vitale con un entusiasmo veramente indistruttibile.
A Poggioli seguì, nella guida della compagine atletica della Panaro, il Prof. Giorgio Ariani che espresse il più grande atleta della Panaro in Daniele Giovanardi che partecipò alle Olimpiadi di Monaco del 1972 nei 400 ostacoli.
Negli ultimi anni si sono aggiunte alla lotta ed ai pesi, il Judo ed il Karate.
Attività che hanno portato molti giovani a frequentare le nostre palestre con loro massima soddisfazione e partecipazione.
Gli istruttori che si sono avvicendati in queste due discipline sono stati i M` Piero Carella, Scantamburlo, Giovanni Serra, Walter Zilioli.

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I PRESIDENTI

  • 1870-1873: Pullé conte Clemente
  • 1873-1875: Bertoni M° Giuseppe
  • 1875-1876: Friedman avv.Angiolo
  • 1876-1903: Vecchi avv. Pio
  • 1903-1905: Lenghi rag.Guglielmo
  • 1905-1925: Levi avv. Pacifico
  • 1925-1926: Rizzi ing. Antonio
  • 1926-1928: Manni dr. Cosimo
  • 1929-1929: Vandelli geom.Fausto (Commissario);
  • 1929-1938: Sorzia Renato;
  • 1938-1945: Frascaroli prof. Carlo
  • 1945-1949: Simonazzi Stefano;
  • 1949-1961: Corradini Alfredo;
  • 1961-1975: Arata dr. Fausto;
  • 1975-1985: Zurlini avv. Franco;
  • 1985-1986: Bellei Sandro;
  • 1986-1987: Goldoni dr. Bruno (ad interim);
  • 1987-1998: Malavolti cav Paolo;
  • 1998: Corradini Ormes.

BIBLIOGRAFIA

  • "Un secolo di Vita"
    Mario Reguzzoni
    Edizioni Panaro 1970
  • "Alberto Braglia"
    Mario Reguzzoni
    Edizioni Panaro 1983
  • "Un trentennio dopo il secolo"
    Bruno Goldoni, Mario Reguzzoni.
    Edizioni Il Fiorino - 2002